Ogni giorno ci immergiamo in situazioni nuove, spesso impreviste, che ci costringono a ricalibrare i nostri passi. Eppure continuiamo a costruire routine attente e ordinate, quasi fossero mappe necessarie per orientarci in un territorio che, potenzialmente, può cambiare da un momento all’altro. Alcuni riescono a muoversi tra gli imprevisti con agilità; altri faticano anche davanti a una piccola deviazione; altri ancora si sentono bloccati, quasi intimiditi dal semplice pensiero di dover uscire dai propri schemi.
Immaginiamo..
Ti svegli con un forte mal di schiena proprio il giorno in cui avevi molti impegni, tra cui andare a correre una mezza maratona che attendevi da mesi. Come ti comporti?
Potresti scegliere di andare lo stesso, a costo di aggravare la tua condizione, potresti girarti dall’altra parte del letto e continuare a dormire nella speranza che passi oppure potresti prendere atto di questo imprevisto e fronteggiarlo nella maniera più consona possibile. In casi come questo, è evidente la necessità di capacità di adattamento affinché possa valutare realisticamente cosa puoi portare avanti e cosa no; ridistribuire le attività della giornata in base alle priorità ed, eventualmente, informare chi di dovere per evitare situazioni di sovraccarico. Essa ci permette di fronteggiare al meglio gli imprevisti, mantenendo un certo equilibrio, e di scegliere le priorità realistiche, favorendo una migliore gestone del tempo e delle energie. Inoltre, aumenta di gran lunga la resilienza e la capacità di reagire a eventi fuori dal nostro controllo.
Ma che succede quando il cambiamento siamo noi a cercarlo? E soprattutto, perché lo cerchiamo?
Innanzitutto, se prendiamo in considerazione la piramide dei bisogni di Maslow vediamo che dopo la soddisfazione di alcuni bisogni cosiddetti fisiologici, di sicurezza e sociali, compaiono anche la crescita e l’autorealizzazione. L’essere umano ha un impulso interno a crescere, esplorare ed esprimere le proprie potenzialità nel tentativo di diventare la versione migliore di sé. in aggiunta, il nostro cervello non ama la monotonia tant’è che l’area dopaminergica coinvolta nella motivazione risponde proprio a stimoli quali novità, esplorazione e sorpresa. Al contrario, saremmo pervasi dalla noia e apatici. Gli esseri umani vivono dunque in un equilibrio dinamico tra due bisogni opposti: da una parte la sicurezza della routine, dall’altra la spinta verso la novità. Quando uno dei due poli prevale, emerge il bisogno complementare: desiderio di cambiamento o ricerca di stabilità.
Un’affermazione potrebbe raccogliere tutto questo:
Siamo esseri in continua trasformazione. Sempre in evoluzione. Quindi:
• È prioritario coltivare la conoscenza di sé stessi, porsi la domanda “chi sono davvero?”, ascoltare le proprie emozioni senza giudicarle, riconoscere ciò che ci motiva o ci ferisce, osservare punti di forza e di debolezza e allenare quotidianamente la consapevolezza.
• I valori fungono da substrato, da bussola interna, perciò è importante chiarire i valori personali e i principi che guidano le nostre scelte, affinché si possa agire coerentemente e vivere in maniera autentica.
• Definisci obiettivi per te significativi e sentiti, non quelli “giusti per gli altri”. Devono essere realistici ma stimolanti, coerenti con i tuoi valori e orientati alla crescita.
• Sii flessibile: per autorealizzarsi è necessario saper cambiare prospettiva, riconsiderare i propri punti vista e adottare un approccio costruttivo id fronti agli errori.
• Accetta il cambiamento come parte del processo: crescere significa modificarsi e questo comporta incertezza. Cambia quando un percorso non ti appartiene più, lascia andare ciò che non ti serve e sperimenta nuove possibilità senza aspettative di successo immediate.
• Circondati di relazioni nutrienti: cerca persone che crescono insieme a te, ti incoraggiano e accolgono le tue vulnerabilità senza giudicarti o spingerti ad essere ciò che non sei.
• Impara a esprimere limiti e bisogni: non c’è niente di male nel dire di no o chiedere aiuto o riaffermare la propria posizione.
• Non cercare la continua approvazione degli altri, ma sii autentico.
• Coltiva il tuo benessere mentale ed emotivo.
• Considera l’autorealizzazione come un processo continuo, un modo di vivere che richiede presenza, ti permette di evolvere attraverso l’apprendimento.
In definitiva, lavorare su di noi significa stare meglio con gli altri, affrontare con maggiore serenità ciò che la vita ci presenta e ampliare quella collezione di esperienze che ci rende, giorno dopo giorno, più completi.
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